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Non hai mai camminato in vita tua e non sai cosa significhi 1000 metri di dislivello?
Vuoi avvicinarti al fantastico e sconosciuto mondo del trekking e dell'escursionismo ma non sai come comportarti?
Queste note allora sono per te!
In maniera il meno noiosa possibile Sentierando cercherà di spiegarti come prepararti alla tua prima volta.
Così come al caso tuo farà il
questionario di autovalutazione
che abbiamo predisposto per facilitarti nel capire quale escursioni sono più
adatte a te
Cominciamo allora con la cosa più importante: la
fatica.
La fatica ovviamente dipende dall'allenamento e quindi è strettamente
personale cambiando a seconda del tipo di vita che si conduce, dell'età,
da se e quanto si fuma, ecc. e anche qui con mille eccezioni possibili.
Il parametro più importante per capire quanto si potrà faticare è il dislivello complessivo, in genere invece non interessa quasi mai quanti chilometri si percorrono, va valutata invece la pendenza ovvero quanto ripidamente si sale.
Ipotizziamo allora, con tutte le approssimazioni e le generalizzazioni del caso, queste diverse categorie di aspiranti camminatori:
A) Persone al di sotto dei 40 anni, senza problemi fisici (sovrappeso, ecc.), con un allenamento saltuario (ovvero che si muove 1/2 volte a settimana tra palestra, partita di calcio con gli amici, bicicletta, piscina o cose analoghe) possono arrivare ad effettuare tranquillamente 600/800 metri di dislivello senza tratti ripidi. Il giorno dopo saranno magari stanchi ma soddisfatti.
B) Persone al di sopra dei 40 anni, persone con qualche acciacco fisico, persone senza il minimo allenamento (per intenderci, quelle per cui lo forzo massimo è prendersi il caffè alla macchinetta in ufficio): meglio iniziare con una escursione più soft, massimo 400 metri di dislivello.
C) Atleti veri e propri: meglio comunque non strafare e iniziare sempre con una escursione media (700-900 metri di dislivello), perché bisogna non dimenticare che si tratta di una attività nuova, soprattutto effettuata in un ambiente nuovo. Se poi si finisce la camminata senza problemi allora si è subito pronti per qualcosa di più hard.
Per chi volesse cominciare in inverno tenga presente che con la neve soprattutto se fresca si fatica di più, quindi scegliete una soluzione prudente piuttosto che correre il rischio di sfiancarvi su eccessivi dislivelli.
Ovviamente prima di andarsi ad avventurare in trekking lunghi, da 3 giorni in su, è bene mettersi alla prova con delle uscite giornaliere.
Un'ultima avvertenza sono le ginocchia.
Spesso ci si preoccupa della salita e quasi mai della discesa, invece mentre
in salita esce il fiatone in discesa escono le "magagne" fisiche.
Se avete problemi alle ginocchia, alla schiena, alla cervicale e cose simili
evitate le escursioni con tratti lunghi in discesa e ancor di più quelle
con discese ripide.
Informatevi quindi sempre dall'organizzatore sul tipo di percorso che si farà e soprattutto.......partite con lo spirito giusto.
Ultima avvertenza.......prima di avventurarvi in un trekking di più giorni fate delle uscite di giornata
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